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La ramazza.
La ramazza tipica della casa rurale, consisteva in un lungo bastone alla cui estremità erano legati rami di saggina, o di altre piante dai rami tenaci (ad esempio il pungitopo) resistenti allo sfregamento. Le ramazze di paglia erano acquistate. Tra di esse, molto diffusa la cosiddetta “toscana” col manico ricoperto per tre quarti di paglia.

Oltre alle normali mansioni, la scopa svolgeva un ruolo apotropaico difendendo la casa, e in specie i neonati, dalle notturne incursioni delle temute streghe. A Natale, prima di recarsi alla messa di mezzanotte, si piazzava la scopa dietro la porta di casa: si credeva che la strega, per entrare a succhiare il sangue dei neonati dormienti, sarebbe stata costretta a contare ogni stelo dando modo ai parenti di tornare a casa poiché, per via della lunga operazione, avrebbe corso il rischio d’essere sorpresa dalla luce dell’alba e dal canto del gallo. In tal caso, perduto il sembiante animale, in genere di farfalla o gatta, da essa assunto, sarebbe rimasta nuda svelando la propria identità. A volte, accanto alla scopa si metteva una ciotola piena di sale, sabbia, o semi d’erba medica così che il conteggio risultasse assai più arduo.
Al vespro, dopo il suono dell’avemaria, per non allontanare la provvidenza e non costringere le “anime sante” dei famigliari defunti ad allontanarsi, si evitava di spazzar casa e gettar fuori della porta la spazzatura.
Quando qualcuno partiva per un viaggio, o per la transumanza, il giorno successivo alla partenza si evitava di spazzar casa per non rendergli difficile il ritorno.
Fino a quando il defunto restava in casa, era fatto divieto assoluto di spazzare per non costringere l’anima a lasciare anzitempo la casa. Appena era portato via per le esequie, uno dei congiunti spazzava con cura le stanze e ogni angolo per impedire all’anima di tornare indietro.


Ramazza “toscana” (n. i. 99)

provenienza: Ocre (Leonessa)
materiale: legno, paglia, vimini
descrizione: il manico, in legno di nocciolo, a un terzo della lunghezza dall’estremità superiore, è rivestito di saggina, tenuta ferma da legature di vimini. Nella parte terminale, la saggina si divide in tre ciuffi, legati da vimini, a formare la parte radente della ramazza
misure: l. tot. cm. 108; manico: diam. cm. 2; rivestimento del manico: diam. max. cm. 5,6
stato di conservazione: discreto
acquisizione: dono di Modesto Marchetti

anno: 2005

bibliografia: Scheuermeier 1996, II: foto 73 (da Pietralunga, Umbria). Sugli usi magici nel territorio leonessano: Polia-Chávez 2002


 

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